Il Colosseo, Storia e Architettura

Storia e architettura – IL COLOSSEO

IL COLOSSEO

“Quando stat colyseum stat et Roma et stat et mundus quando cadet colyseum cadet et Roma quando et Roma cadet et mundus” Beda

Così il venerabile Beda, nel IX secolo definisce il Colosseo, ormai simbolo unico e incontrastato di Roma; la sua imponenza e bellezza sono responsabili di tale considerazione presso i romani e i visitatori che per secoli e da secoli rimangono affascinati da Roma e dalle vestigia romane e cristiane che ne hanno fatto la capitale della paganità e del cattolicesimo.

Questo splendido monumento inserito nel centro della maglia urbana della città di Roma, risulta uno dei pochi monumenti che sono pervenuti nella civiltà contemporanea della antica Roma.

Il sito è quello più importante della città imperiale: l’area precedentemente occupata dal terreno della Domus di Nerone. A livello topografico la sua realizzazione rappresenta una restituzione dell’area al popolo eseguita dai Flavi con la progettazione e la messa in opera del 1° e più monumentale anfiteatro in muratura a Roma

Il Colosseo, come tutto il centro storico di Roma, è stato inserito nella lista dei Patrimoni dell’umanità dall’ UNESCO nel 1980.

Concepito in maniera ingegneristica in modo da poter fare lavorare più maestranze e squadre contemporaneamente per i vari settori e per varie parti costitutive del complesso, mostra ancora oggi la grandezza della capitale dell’Impero Romano e la gloria degli imperatori.

Si tratta di un edificio che riecheggia nell’eternità nonostante l’abbandono dal 509 d.C. e riusi medioevali e moderni.

Il nome colosseo deriva dalla statua colossale dell’imperatore Nerone che quivi davanti all’anfiteatro si ergeva; l’anfiteatro flavio rappresenta l’immagine urbanistica del settore dello spettacolo nell’antica Roma: è l’edificio che allestiva un filone dello spettacolo romano molto amato dagli antichi quello degli spettacoli anfiteatrali ( duelli gladiatori, condanne capitali scenografiche e cacce simulate di vario tipo).

Si è calcolato che potesse ospitare 50.000 spettatori; gli archeologi e gli epigrafisti hanno potuto pure ricostruire l’organizzazione e la disposizione dei posti all’interno secondo norme e leggi precise.

È noto anche come locus martirii dei cristiani, che spesso sono stati condannati a morte come comuni criminali della società romana fino a Costantino che inizia il processo di divieto e di abbandono di pratiche pagane e costumi violenti alieni al Cristianesimo.

Spettacoli e giochi nell’antica Roma durarono, però oltre le disposizioni e i divieti dei padri della Chiesa e poi imperiali. Solo le condanne capitali scenografiche e certi tipi di rappresentazioni vengono meno per un disuso e una metamorfosi dei costumi che porta alla formazione della civiltà tardo antica o basso imperiale e all’inizio dell’età medioevale e bizantina.

Gli scavi archeologici hanno messo in luce i materiali inerenti questo edificio: resti faunistici delle fiere impiegate, qualche elmo, qualche arma e frammenti o pezzi dei gadget dell’epoca( fondi di bottiglia con immagini del colosseo ecc.)

Il progetto dell’edificio fu concepito sotto Vespasiano, fu inaugurato nell’anno 80 da Tito; la facciata è alta 50 metri, l’arena interna ellittica misura 86×54 metri; l’anfiteatro poteva ospitare 50.000 spettatori, ed era coperto da un enorme telo (velarium) per riparare il pubblico dal sole

Numerosi spettatori assistevano ai giochi.

Dai resti archeologici e rivestimenti in cocciopesto e impermeabilizzazione dell’edificio si evince che l’arena venisse allagata per simulare battaglie navali(navalia).

Numerosi rifacimenti si susseguirono nel tempo, anche a seguito di incendi, terremoti ed allagamenti, fino al termine della sua utilizzazione e manutenzione durante il regno di Teodorico, nel VI secolo.

Nel 509 d.C è messa in scena una venatio in un edificio quasi inagibile. (nota 3)

Nel tardo impero fu usato prevalentemente per le cacce, ma ci sono ultimi sprazzi di munera gladiatoria, mentre nel medioevo fu trasformato in una fortezza dalla famiglia Frangipane, poi usato come “marmorario”fonte di materiale di spoglio e quindi devastato irrimediabilmente: in seguito alla chiusura di molte cave, per supplire alla mancanza di marmo era uso comune in epoca medievale prelevarlo dai monumenti antichi; i fori tuttora visibili sulle murature derivano dalla spoliazione delle grappe metalliche che univano i blocchi di pietra.

Il pontefice Benedetto XIV trasformò l’anfiteatro in luogo sacro in memoria del sangue qui versato dai martiri cristiani, e nel 1700 entrò a fare parte della Via Crucis secondo l’usanza tuttora in uso.

I primi interventi effettivi di tutela e restauro risalgono al 1800, quando il Colosseo era ricoperto dalla vegetazione ed il fascino delle rovine romane attraeva numerosi turisti in visita in Italia per il gran tour. Venne anche portata alla luce la struttura sottostante l’arena, utilizzata in passato per ospitare i servizi necessari allo svolgimento dei giochi e fornita anche di montacarichi .

Gli studi più importanti sono dagli anni 80 nel XX secolo e gli dieci anni.

L’afflusso dei turisti e dei pellegrini a Roma è sempre notevole nonché il fascino che esercita questa arena attualmente grazie anche alla rivalutazione e al corretto studio attuale del settore ludico, sportivo e scenico romano.


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